SOMMA VESUVIANA. Un appello accorato alle istituzioni, ma non soltanto: al cuore della gente. E’ quello che fa la famiglia Carotenuto, vivono in 4 con appena 290 euro al mese di pensione di invalidità, e se ne vanno tutti, anzi dieci euro in più, per pagare l’affitto di una casetta in una vecchia cortina di Somma Vesuviana.
Una situazione insostenibile, a mantenere la famiglia, padre, madre e due figli gemelli di 19 anni, è mamma Filomena 60 anni che lavora “Quando mi chiamano”, in un noto ristorante cittadino, “Stiro per ore le tovaglie per avere 30 euro al giorno, ma a noi servono e allora cerco di non dare peso ai dolori. Quando esco la mattina che mi arriva quella telefonata dai padroni prego Dio di darmi la forza di lavorare, ma sono tanto stanca”. Basta guardare i suoi occhi per leggere la stanchezza di una donna che da anni ha tutto il peso delle responsabilità sulle sue spalle. Il marito Giovanni, 63 anni, originario di Sant’Anastasia, lavorava una volta, era guardia giurata poi i problemi legati ad una rapina in banca, lui fu coinvolto nell’inchiesta che ne seguì “ma sono stato assolto con formula piena per non aver commesso il fatto. I tempi della giustizia sono lunghi però,m ci sono voluti più di 10 anni per finire quella storia e nel frattempo io ho perso il lavoro, poi sono cominciate le malattie”. Giovanni è invalido. “Soffro di diabete”, spiega Carotenuto, “vivo attaccato ad un respiratore e alla bombola dell’ossigeno, ho problemi ad un rene, sono stato riconosciuto invalido al 100%”. L’appello va a chi può aiutarli a vivere in maniera più dignitosa. “Cerco un lavoro”, aggiunge la signora Filomena, “se magari potessi stirare a casa, o qualche altra cosa che mi permettesse di mantenere la mia famiglia. Sono sicura che c’è gente di cuore che potrà leggere questa storia, il Signore gliene renderà merito”. Un lavoro, è quello che servirebbe anche ai due figli di Giovanni e Filomena, due ragazzi in salute un maschio ed una femmina. In un momento di forte crisi economica come quello che stiamo vivendo la solidarietà è un ancora di speranza, a quello ci appelliamo anche noi della redazione. Se qualcuno avesse offerte da fare alla famiglia Carotenuto siamo pronti a farci da tramite.
Ps normalmente non pubblicheremmo una foto così “cruda” che racconta la malattia di una persona. E’ stato proprio Carotenuto a volere che lo riprendessimo così per raccontare il dramma della sua famiglia.

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