DA METROPOLIS DEL 15 OTTOBRE
Sant’Anastasia. Ha attaccato nei giorni scorsi senza freni e parlando di reati e imbrogli, il sindaco Carmine Esposito ha puntato il dito pubblicamente sugli amministratori del passato, che a quelle critiche non ci stanno.
A prendere la parola, uno per tutti, è l’ex presidente del consiglio (dal 1997 al 2002) e oggi componente del direttivo Pd (omonimo del primo cittadino) Carmine Esposito (nella foto). “Nella conferenza stampa dell’8 ottobre il sindaco ha affermato, a proposito dell’Amav che tutti gli amministratori comunali dell’ultimo decennio hanno commesso reati e gli imbrogli più scandalosi, ha citato gli ex sindaco Enzo Iervolino e Carmine Pone, Giovanni Barone e il sottoscritto”, spiega, “Forse un giorno anche i suoi neuroni ci arriveranno, ma ai miei risulta già chiaro che stavolta la ‘trappola’ che lui tanto spesso cita nei suoi confronti è stata auto confezionata, insomma ci si è infilato da solo, e solo per sua insulsaggine. Infatti, delle due l’una o le sue accuse sono fondate ed allora si sta autoaccusando di favoreggiamento a meno che non corra in Procura a mettere nero su bianco davanti ad un pubblico ministero quello di cui ci incolpa, oppure le sue sono accuse infondate e allora sta comunicando a tutta Sant’Anastasia che è un ‘baùscia’, un espressione in gergo milanese, può informarsi direttamente da Bersluconi su cosa significa. E’ un cialtrone e un calunniatore. Ovviamente questi termini non sono sinonimi e dunque vanno sommati. A questo punto propendo per la seconda ipotesi”. Esposito poi pone l’accento su una caratteristica del sindaco che è emersa in questi ultimi giorni a causa di alcuni video che sono circolati sul web, e così come è già accaduto per Luigi Cesaro, di cui il sindaco è stato per un anno capo di gabinetto, anche per lui le critiche riguardano strafalcioni lessicali. “Altre considerazioni su questo sindaco andrebbero fatte sotto l’aspetto linguistico”, aggiunge l’esponente del Pd, “le ‘perle’ più belle le ha fatte in conferenza stampa sono state ‘…due ori’, ‘….abbiamo le fote’, ‘….posizione istigativa istigatoria’, ‘soluzioni inteliggenti’, e se ne potrebbero citare altre a questo punto sorge spontanea una domanda: ma come parla questo nostro sindaco? È intraducibile perfino in dialetto anastasiano”. Ma il clima politico in città è assai arroventato, tanto che proprio Esposito ha parlato di “pizzini” politici lanciati dal primo cittadino nell’ultima assemblea consiliare. “Che il clima politico sia gravemente deteriorato lo dimostra anche il fatto che il sindaco”, aggiunge Esposito, “in pieno svolgimento del consiglio comunale, ha ritenuto per ben due volte con atteggiamento comicamente minatorio, rivolgersi ad un ipotetico cittadino che era seduto dove era suo diritto stare, e cioè in aula a seguire lo svolgimento dei lavori. Per ben due volte questo atteggiamento lo ha legato a frasi polemiche dirette a Giovanni Barone ed è stato quindi chiaro a tutti che l’interlocutore ‘fantasma’ ero io. Sensazione poi confermata dal fatto che in conferenza stampa ha perso l’autocontrollo e mi ha citato per nome cognome”. Infine un riferimento all’attuale presidente del consiglio, Lello Abete. “Il consiglio comunale è diretto dal presidente non dal sindaco. Comportamenti come quelli che Esposito ha adottato nell’ultima seduta consiliare sono lesivi della dignità del presidente, dei consiglieri eletti e del sindaco stesso: sono lesivi della dignità di tutte le istituzioni locali. Il presidente del consiglio che ad oggi si è dimostrato succube del sindaco può riscattarsi, e riscattare così l’onorabilità del consiglio comunale, con la più semplice ed elementare delle decisioni: l’osservanza rigorosa dello statuto e del regolamento”.
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