POMIGLIANO D’ARCO. Quando incontriamo la scrittrice Marianna Scagliola, ci colpisce il suo sorriso ed il suo rivelarsi una donna deliziosa, un buon principio per discutere del suo primo romanzo dal titolo “Una famiglia allargata, cane compreso” edito nel 2022 dalla Graus Edizioni Tracce, con la prefazione dello speaker ufficiale dello Stadio Maradona di Napoli, Daniele Decibel Bellini: «Provate a immaginare un tifoso sfegatato del Napoli che vive in casa con un figlio juventino e uno spiritello burlone, ” o munaciello”, che si diverte a manomettere la tv ogni volta che lui guarda una partita di calcio» scrive il noto del deejay che già anticipa l’anima spumeggiante del libro di Marianna Scagliola che vive e lavora a Pomigliano D’Arco.
Nel 2000 inizia a scrivere racconti e partecipa ad alcune raccolte di racconti con altri autori napoletani, tra cui Maurizio de Giovanni, pubblicate da case editrici locali. Nel 2007 partecipa al laboratorio di scrittura comica e umoristica “Achille Campanile” fondato da Pino Imperatore: è amore a prima scrittura.
Ci racconti di lei e di come nasce la sua passione per la scrittura.
Un amore, quello per la scrittura, che è cominciato in giovane età, in concomitanza con un’altra grande passione: la musica. A quindici anni, indirizzata anche da mio nonno paterno, appassionato al dialetto, ho composto i miei primi versi in vernacolo e per diversi anni sono riuscita a coltivare entrambe le passioni, la musica e la scrittura; poi, con l’inizio della mia attività lavorativa ho tralasciato un po’ la musica senza mai rinunciare alla poesia e, grazie alla musicalità del dialetto, sono riuscita, sotto altri aspetti, a non abbandonare la musica. La decisione di cimentarmi anche nei racconti è arrivata qualche anno più tardi, frequentando il mio primo corso di scrittura creativa. In quello stesso periodo ho cominciato a partecipare a vari concorsi letterari, ottenendo come riconoscimento la pubblicazione dei miei racconti da case editrici locali. L’idea di scrivere un romanzo, invece, è nata più di un decennio fa seguendo il laboratorio di scrittura umoristica tenuto dal maestro Pino Imperatore dove mi sono appassionata alla letteratura Humor. Da allora ho fatto diversi tentativi per realizzare un romanzo, fino a quando non ho ideato la famiglia Schiattarella che mi ha tenuto compagnia per ben cinque anni.
“Una famiglia allargata, cane compreso” è il suo recente romanzo, scritta con una fluidità e uno stile che coinvolge il lettore, soprattutto per le vicende simpatiche dei protagonisti che sembrano appartenere al vissuto di ognuno di noi. Ce lo descrive?
È un libro nato con l’intenzione di far ridere e mettere in risalto «attraverso le avventure della famiglia Schiattarella, una famiglia tipica e anche un po’ fantasiosa in cui, oltre alla presenza di padre, madre e figli, c’è anche l’invadenza di una nonna “strappa sorrisi” grazie al suo linguaggio sgrammaticato. Ma non è l’unica a suscitare ilarità; ogni personaggio è stato scelto con delle passioni e delle manie che lo rendono simpatico e familiare al lettore che in molti aspetti può facilmente ritrovare se stesso o un parente o un amico. Ma il divertimento nasce anche dal contesto in cui i protagonisti vivono e dal confronto/scontro che si innesca tra di loro. Ad esempio il capofamiglia Gennaro è un fannullone che passa le giornate seduto sul divano a guardare la tv o le partite del suo amato Napoli ed è costretto a vivere sia con Concetta, una moglie superattiva, fissata per l’ordine e l’igiene, sia con Carmine, un figlio juventino; questa convivenza forzata non può non scatenare divertenti contrasti e allegri battibecchi, anche se alla base delle incomprensioni e delle manie esasperate dei personaggi si nasconde il tema principale del libro che è quello della incomunicabilità. Oggi, più che mai, assistiamo a un eccessivo scambio di informazioni soprattutto attraverso i social e non siamo più abituati a dialogare neanche con le persone più vicine a noi, quali appunto i nostri familiari; questa mancanza di comunicazione, a lungo andare, mette a dura prova i rapporti interpersonali, perfino quelli apparentemente più solidi e duraturi. Ma la speranza di ravvedersi e recuperare il recuperabile c’è, e qui nel libro è offerta da un episodio che riguarda Pulcinella, il meticcio di casa. La sua scomparsa farà in modo che ogni membro della famiglia, pur di ritrovarlo, sarà disposto a cambiare qualcosa di sé per il bene della collettività, riscoprendo il piacere di stare insieme e di far parte di una vera famiglia. L’idea che fosse l’amore per un cane a mettere tutti d’accordo mi piaceva molto e per questo penso al mio libro come a un pet friendly.
Come sta andando la promozione del libro?
Il libro sta riscuotendo successo, probabilmente proprio perché è molto scorrevole ed è adatto a tutti; sia a chi ha voglia di passare qualche ora di spensieratezza e di allegria, sia a chi vuole soffermarsi su alcuni spunti di riflessione che il testo offre. Devo molto al passaparola dei lettori che, finito il libro, oltre a recensirlo online, comprano altre copie da regalare a parenti e amici; tra questi la modella e attrice Ema Kovac che l’ha scelto come suo primo libro da leggere in Italiano e ha condiviso questa sua scelta sui vari social. Un altro grande contributo al successo del mio romanzo è stato dato dalla bella prefazione di Decibel Bellini, una vera icona per tutti i tifosi del calcio Napoli, oltre ad essere una persona davvero squisita, e dalla casa editrice “Graus Edizioni” che l’ha pubblicato nella prestigiosa collana “Tracce”, riservata agli autori affermati o agli esordienti altamente promettenti, e ne sta curando la distribuzione e la valorizzazione.
A breve ci sarà anche la prima presentazione del romanzo.
Si, la data è ancora da definire ma credo che sarà verso metà marzo presso il Comune di Pomigliano d’Arco. Ci tenevo che la prima presentazione fosse nella città in cui da anni lavoro e vivo e che sento ormai come la mia. Il sindaco, Gianluca Del Mastro, si sta occupando in prima persona dell’organizzazione dell’evento e voglio ringraziarlo ufficialmente per la sua grande disponibilità. Ci saranno anche ospiti importanti, ma preferisco non svelare nulla per non rovinare la sorpresa. Rotto il ghiaccio, ci sono in cantiere già diverse presentazioni; tra le prossime in lista ci saranno altri appuntamenti a Napoli e Somma Vesuviana.
Ha qualche progetto futuro da condividere con noi?
Si, sebbene molti di quelli che hanno letto il libro mi chiedono di scrivere il prosieguo della storia, attualmente sto lavorando ad un altro genere. Si tratta di un “black humor”, un libro scritto sempre in chiave umoristica ma che tratta un tema scottante e fastidioso. Ma non vi svelo i particolari per lasciarvi un briciolo di curiosità. È una sfida importante alla quale penso da tempo e che spero di portare a termine, nonostante la complessità. E magari il successo di questo libro potrebbe essere per me un ottimo stimolo a non mollare e a continuare a scrivere e, perché no, a divertire.
Scriverà ancora poesie?
Si, la poesia è una costante della mia vita. Mi piace anche tanto leggerle. Trovo nella poesia qualcosa di meditativo, di divino, una sorta di dialogo con la natura, con la bellezza, con qualcosa o qualcuno più grande di noi che la rende simile ad una preghiera. Se posso, mi piacerebbe lasciarvi proprio con una poesia che ho scritto qualche anno fa e che dedico a tutti voi.
“’A poesia”:
A stu munno ce vulesse cchiù poesia
E stessemo cchiù meglio tutte quanti;
nun muressemo ‘e chesta carestia
dell’anema ca nun regnimmo; ch’è vacante.
E allora campassemo pe’ ssempe,
s’arraggiunassemo cu’ ‘sta filosofia
ca ll’anema magna, vede e sente
ma sta riuna senza ‘na poesia!
Foto di studio fotografico Sebastiano Longano

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