NAPOLI. Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata dai lavoratori aeroportuali stagionali scritta al presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
“Ill.mi Presidente del Consiglio e Ministri della Repubblica, nel ringraziarVi per il lavoro svolto finora a tutela dei cittadini del nostro Paese, siamo qui a scriverVi a nome di tutti i lavoratori stagionali dei Trasporti che al giorno 15 aprile 2020 rimangono completamente esclusi da qualsiasi forma di sostegno economico e sociale previsto dal Decreto Cura Italia o da qualsiasi altro provvedimento di carattere regionale o territoriale. Noi siamo Lavoratori Aeroportuali Stagionali. Siamo donne e uomini che hanno lavorato per anni negli aeroporti del nostro Paese con passione, dedizione e immensi sacrifici andando incontro ad anni di precarietà incontrollata, strutturata. Abbiamo lavorato duramente per il raggiungimento di obiettivi numerici e qualitativi grandiosi per gli aeroporti italiani, ma anche per il settore turistico del Paese. Nonostante ciò siamo invisibili alle istituzioni perché la nostra categoria di Stagionali dei Trasporti non rientra in nessuna di quelle comunemente e ufficialmente riconosciute. Il settore del trasporto aereo non è sottoposto ai vincoli di stagionalità che riguardano il settore del Turismo propriamente detto, eppure gli enormi numeri che si registrano nelle strutture ricettive italiane nel periodo estivo (soprattutto, ma non solo d’estate) noi li conosciamo bene, perché sono flussi di passeggeri che transitano nei nostri Terminal, persone a cui noi diamo informazioni, forniamo servizi e accogliamo per primi nel nostro Paese. Questi numeri sono aumentati in maniera esponenziale negli ultimi anni e di pari passo anche noi lavoratori stagionali, un bacino che ad oggi conta migliaia di uomini e donne e altrettante famiglie che apparentemente non esistono! La stagionalità del Trasporto Aereo è una stagionalità de facto e sistemica, resa tale delle tendenze degli spostamenti aerei degli ultimi anni e ciò è comprovato dal fatto che gran parte di noi aeroportuali stagionali ha alle spalle anche 10 anni di lavoro in precarietà. Dunque, questo periodo di crisi pone noi aeroportuali stagionali in una posizione di vulnerabilità e di difficoltà al pari dei nostri colleghi del settore turistico. Anche per noi stagionali aeroportuali la ripresa sarà terribilmente lenta e al termine del periodo di emergenza, per noi non ci sarà la possibilità di riprendere il nostro lavoro e il nostro ricollocamento sarà estremamente difficile. Alla luce di ciò, riteniamo la nostra esclusione dal Decreto Cura Italia fortemente ingiusta, una svista grave che rischia di metterci in ginocchio. Già dai primi giorni di marzo abbiamo provato a contattare Istituzioni e associazioni datoriali per far presente la nostra situazione. Siamo a conoscenza di diverse note sindacali inviate agli organi regionali, ma non abbiamo ricevuta alcuna risposta chiara e univoca sulle decisioni che verranno prese a nostra tutela. Riteniamo, quindi, che sia nostro diritto essere riconosciuti dal governo come categoria di lavoratori che contribuisce allo sviluppo turistico del Paese e chiedere che vengano previsti degli ammortizzatori sociali specifici per la categoria dei lavoratori stagionali del settore trasporti, immediati e a lungo termine, che ci permettano di resistere fino alla ripresa effettiva del nostro settore.
Lavoratori Aeroportuali Stagionali

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