giovedì 3 Aprile 2025
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Clan Fabbrocino, ecco il ruolo degli imprenditori sommesi

Somma Vesuviana. Legami, parentele, affetti e affari. Si mescola tutto nella vita degli imprenditori di Somma Vesuviana Antonino Porricelli, 37 anni e la moglie Maria Luisa Cozzolino 36 anni. Lei soprattutto è al centro dell’inchiesta: socia dell’assessore di Nola, ormai ex, Gianpaolo De Angelis nella Gifra srl che era solo formalmente amministrata dalla Cozzolino e De Angelis, ma che nella sostanza era dei Fabbrocino che a loro avevano intestato la proprietà delle quote sociali.

Proprio il politico, infatti, nutriva scarsissimo interesse per l’andamento dell’attività imprenditoriale, mentre la Cozzolino appare agli inquirenti particolarmente partecipe alla gestione dell’impresa, cura personalmente i rapporti con i clienti, ricevendo gli ordinativi, occupandosi del recupero dei crediti, gestendo i dipendenti e apparendo esteriormente come l’unico vero “dominus” della Gifra. Ma hanno poi accertato che le apparenti doti manageriali della donna erano smentite dagli esiti dalle intercettazioni, sia le conversazioni tra presenti avvenute nei locali dell’impresa, sia quelle captate nei secondi immediatamente precedenti l’inizio delle conversazioni telefoniche (cioè quando gli interlocutori non ritenevano di poter essere intercettati) hanno messo in luce la costante presenza presso quegli uffici proprio di Giovanni Prevete, cognato de nuovo reggente dei Fabbrocino, Giovanni. Personaggio carismatico che si imponeva sulla Cozzolino rendendola mera esecutrice delle direttive di Prevete. Gli inquirenti sostengono che la prima ipotesi che avevano fatto riguardo alla Cozzolino, fin dal suo precedente lavoro, come prestanome di esponenti della criminalità organizzata operante nell’hinterland vesuviano trovava conferma nel legame sentimentale che la unisce a Porricelli, che sposa nel luglio del 2012. Porricelli è, come si legge nella fitta documentazione redatta dalla Dia, legato da “comparaggio” al collaboratore di giustizia Fiore D’Avino, boss indiscusso negli anni ’80 e ’90 a Somma e non soltanto, e figlio del defunto Giovanni, detto “sette pistole”, che negli 1996 finì in carcere come destinatario dell’indagine NU.MA. conclusasi con la condanna di Porricelli proprio per associazione a delinquere di stampo camorristico e ritenuto organico al clan D’Avino-Orefice. Ma oltre agli affari di famiglia, lo stesso padre di occupava di edilizia e aveva poi passato la società di famiglia ad i figli. Anche le frequentazioni erano “discutibili”. Nel 2010 Antonino è stato controllato in auto dai carabinieri insieme a Prevete. Ma lei non era da meno. Nel 2009 finisce intercettata, in più occasioni, dai carabinieri di Castello di Cisterna nell’ambito della vasta indagine per catturare i fratelli Pasquale e Salvatore Andrea Russo, primule rosse della camorra per oltre 15 anni. Intercettazioni in cui conversa, in più occasioni, con Antonio Iovino imprenditore coinvolto in diverse inchieste per camorra e che si vantava di essere il “figlioccio” di Mario Fabbrocino.

DA CRONACHE DEL VESUVIANO DEL 1 APRILE

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Gabriella Bellini
Gabriella Bellini
Gabriella Bellini è nata a Tropea (VV), giornalista professionista dal 2003, ha cominciato a lavorare nel 1994 nella redazione giornalistica di Televideo Somma, ha collaborato con Tele Oggi, Il Giornale di Napoli, Il Mattino, il Corriere del Mezzogiorno (dorso campano del Corriere della Sera), Cronaca Vera, Retenews, è stata redattore del settimanale Metropolis (poi diventato quotidiano) e di Cronache di Napoli. Ha condotto un programma di informazione e approfondimento su Radio Antenna Uno. Nel febbraio 2007 ha creato con altri colleghi il sito web laprovinciaonline.info di cui è il direttore. Dal 2017 è componente della Commissione Pari Opportunità dell'Ordine dei Giornalisti della Campania Nel 2009 ha ottenuto il prestigioso riconoscimento all’Impegno Civile del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, destinato ad un giovane cronista che si “sia distinto nel suo lavoro sul tema della diffusione della Cultura della Legalità” ottenendo così il premio nazionale “Per la Cultura della Legalità e per la Sicurezza dei Cittadini”. Nel 2012 il Premio internazionale Città di Mariglianella “Gallo d’Oro” per i “numerosi reportage sui temi della povertà e dell’emarginazione”. Nel 2013 il premio “Città di Saviano, giornata per la legalità” per “L'impegno profuso a favore della promozione e diffusione dei valori della legalità". Nel 2015 menzione speciale “L’ambasciatore del sorriso” per “L’instancabile attività di reporter, votata a fotografare con sagacia le molteplici sfaccettature della nostra società”. Nel 2016 il Premio “Antonio Seraponte” con la seguente motivazione “Giornalista professionista sempre presente e puntuale nel raccontare i fatti politici e di cronaca. In poco più di un decennio a suon di bravura ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti per essersi distinta su temi importanti come la diffusione della cultura della legalità, della sicurezza dei cittadini e per l’impegno sui temi della povertà e dell’emarginazione”. Nel 2019 il premio Napoli Cultural Classic "Donna straordinaria, esponente della stampa locale che attraverso la sua autentica e graffiante penna racconta il nostro territorio anche fuori dai confini. Sempre attenta alla realtà politico-sociale che analizza con puntualità e chiarezza, riesce a coniugare la divulgazione al grande pubblico con l'obiettività suggerita dalla grande esperienza umana che l'accompagna". Nel 2022 Premio di giornalismo “Francesco Landolfo”

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