giovedì 3 Aprile 2025
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Imprenditore in affari con la camorra. Sequestrati beni per 165milioni di euro

CERCOLA-MARIGLIANO. Imprenditore girava in Porsche o in Ferrari a seconda dell’umore ma nel suo parco auto non mancavano altri modelli, come ingenti somme sul conto in banca. Tenuto conto di un patrimonio di beni per un valore complessivo di 165 milioni di euro e uno spropositato tenore di vita condotto da un imprenditore 49enne, residente a Marigliano ma originario di Cercola a fronte di irrisori redditi dichiarati. Tutto sequestrato dai carabinieri coordinati dalla Dda.

A costituire l’ingente patrimonio figuravano beni tra i quali 92 immobili (tra cui lussuose ville e appartamenti, due centri sportivi e un albergo e 8 sedi aziendali), numerosi autoveicoli (tra cui auto di lusso), tutto è stato sequestrato. I carabinieri del Nucleo investigativo di Castello di Cisterna hanno eseguito un decreto di sequestro di beni ai fini della confisca, emesso dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia e convalidato dal gip del Tribunale di Napoli il 31 ottobre 2014.

Dalle indagini dei militari dell’arma, coordinati dalla Dda, è risultato che il patrimonio era nella disponibilità di un imprenditore locale, già sorvegliato speciale, indagato per estorsione e trasferimento fraudolento di beni in concorso con altre 9 persone, destinatarie anch’esse di informazione di garanzia.

L’indagine, oltre a definire i contorni di una complessa vicenda estorsiva posta in essere dall’indagato per recuperare dei crediti e che ha registrato il coinvolgimento di noti esponenti del clan Fabbrocino, ha consentito di documentare l’effettiva riconducibilità allo stesso, l’imprenditore di Cercola, di 8 società operanti a Napoli e provincia nei settori immobiliare, finanziario, sportivo e turistico-alberghiero. Contestualmente è stato ricostruito lo sproporzionato tenore di vita tenuto dall’imprenditore – scrivono gli investigatori – così come la verosimile natura illecita dei proventi con cui venivano costituite le società, proprietarie di numerosissimi beni mobili ed immobili, ed aventi un volume d’affari di diversi milioni di euro a fronte di irrisori redditi dichiarati.

Nel corso delle indagini – scrivono il procuratore Giovanni Colangelo e l’Aggiunto Giuseppe Borrelli della Dda – ed anche grazie alle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia sono stati rilevati frequenti rapporti economici e cointeressenze con elementi di vertice dei principali sodalizi attivi nell’area vesuviana, quali appunto i clan Fabbrocino, Samo ed Arlistico-Terraciano. Inoltre a seguito della recente emissione di un provvedimento interdittivo antimafia nei confronti di una delle società in sequestro, operativa in Pomigliano D’arco nel settore turistico-alberghiero, l’indagato poneva in essere numerosi tentativi di alienazione del cospicuo patrimonio al fine di evitare provvedimenti di confisca. Complessivamente sono stati sottoposti a sequestro 8 società con relativi beni strumentali, 35 rapporti finanziari/bancari, 92 unità immobiliari (tra cui lussuose ville e appartamenti, due centri sportivi e un albergo), nonché numerosi autoveicoli (tra cui auto di lusso ), per un valore complessivo stimato di circa 165 milioni di euro.

 

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