Brusciano. Il terremoto politico, che ha portato il commissario prefettizio al Comune, continua e non senza conseguenze. Dopo le dimissioni di 14 consiglieri, tra maggioranza e opposizione, ed il rimbalzo di accuse tra i vari schieramenti, infiammano ancora le polemiche per le dimissioni avvenute in concomitanza alla vigilanza a distanza disposta dalla prefettura nei confronti dell’ex sindaco Giuseppe Montanile per le minacce ricevute da alcuni esponenti della criminalità locale.
Brusciano. Consiglieri dimissionari, cade l’amministrazione Montanile
Dopo le dimissioni e quindi la fine del governo cittadino, le dichiarazioni a caldo dell’ex sindaco Giuseppe Montanile hanno provocato rabbia tra i consiglieri d’opposizione che hanno rispedito indietro le accuse mosse nei loro confronti.
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“Le dimissioni un atto politico” hanno motivato i consiglieri dimissionari, ma non è servito a spegnere le polemiche nelle quali sono stati coinvolti per aver sfiduciato l’ex sindaco Montanile. Pesanti accuse e illazioni sui social che hanno portato l’esponente democratico Antonio Castaldo a denunciare la “violenta campagna denigratoria” nei suoi confronti con tanto di “memoria storica” presentata ai carabinieri, memoria contenente le frasi, scritte e pronunciate in questi giorni, per lui considerate lesive. Castaldo nell’esposto spiega le sue motivazioni: “Il subdolo tentativo del sindaco e di qualche politico sovracomunale o di associazioni non di Brusciano di far passare la scelta dei consiglieri comunali di dimettersi se non come affiliazione almeno come chiara vicinanza alla malavita, è un atto moralmente violento, vilmente strumentale, deturpante per la democrazia: è un attacco ingiustificato, lesivo e diffamante all’azione cristallina corretta e legale dei rappresentanti eletti del popolo, me per primo!” commenta Castaldo, poi continua a spiegare le motivazioni politiche cha hanno portato la fine dell’amministrazione Montanile: “il malessere ormai diffuso, la consapevolezza dell’inconcludenza dell’azione amministrativa, l’irrecuperabilità di sintonia e di operatività concreta e condivisa, la serpeggiante diffidenza e la deprecabile chiusura al dialogo e al confronto, hanno indotto la quasi totalità dei consiglieri comunali ad una scelta sofferta quanto responsabile: dimettersi.”

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