SANT’ANASTASIA. Un bidone blu, di quelli che in campagna servono a conservare l’acqua o le olive. Lì dentro aveva nascosto parte del suo arsenale. I carabinieri lo hanno scoperto ed arrestato, a finire in manete Andrea Grazioli, 65 anni, anastasiano, pensionato con alcuni precedenti, ora è nel carcere di Poggioreale.
Precedenti che risalgono ad oltre 20 anni fa però, sempre per violazioni inerenti le armi. Nel 1995 fu coinvolto nell’inchiesta “Or.Ma.” contro i clan camorristici, che all’epoca dei fatti operavano a Sant’Anastasia e nelle zone limitrofe, Orefice e Mauri, ma la sua posizione fu quasi subito stralciata. Da allora nessun problema con la legge, fino ad ora. I militari8 della locale stazione con i colleghi del nucleo Operativo della Compagnia di Castello di Cisterna (guidata dal tenente Davide Sessa) sono entrati in azione in un terreno in via Lo Grado, in località Zazzera in paerta campagna sul monte Somma, seguivano delle indagini e aspettavano di sorprendere il responsabile. Così hanno arrestato Grazioli per detenzione illegale di armi da fuoco e munizioni, coltivazione di stupefacenti e ricettazione. Qui nascosti nel bidone e in una casupola di campagna gli uomini dell’Arma hanno trovato un vero arsenale: un fucile calibro 12 con matricola abrasa; una pistola calibro 38 con canna di ricambio (rubata il 12.02.2015 ad un 45enne di Acerra);
3.500 cartucce di vario calibro (per pistola, fucile e carabina); 3 kg.di polvere da sparo (divisa in otto barattoli); un caricatore da 30 colpi per mitra calibro 9; 4 piante di cannabis indica (rispettivamente alte 2.20 – 2.00 – 0.50 – 1.50 metri), coltivate in un vigneto. Nella sua abitazione, in seguito ad un’altra perquisizione, sono stati rinvenuti: una pistola artigianale calibro 36 magnum;
– una carabina ad aria compressa calibro 4,5; 10 armi modificate ad aria compressa (di cui 4 carabine e 6 pistole); 21 micce per innesco petardi/bombe carta; un pugnale con lama da 12 cm; 3 canne per revolver; una balestra; 38 grammi di marijuana; un bilancino di precisione; 8 dies per ricarica di cartucce di vario calibro; varia attrezzatura per il confezionamento delle cartucce e la modifica delle armi. La pistola fatta artigianalmente e le cartucce erano caricate con grande precisione e professionalità. Tutto il materiale è stato sequestrato e le armi saranno inviate al Racis di roma per gli esami balistici di rito per accertare il loro eventuale impiego in recenti fatti di sangue. Le indagini proseguono per capire a chi fossero destinate, anche se è quasi certo che si trattasse di qualche organizzazione criminale.

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