SAVIANO. In quella strada periferica di Saviano probabilmente ci erano andati perchè avevano appuntamento con il loro assassino. Via Olivella, una strada di campagna con poche case, buia.
Lì hanno trovato la morte Francesco Tafuro, 33 anni li avrebbe compiuti a marzo, residente a Saviano e Domenico Liguori, che proprio oggi avrebbe festeggiato il suo 32 esimo compleanno, di Somma Vesuviana. Insieme gestivano un centro scommesse in via San Sossio a Somma Vesuviana, che è stato sottoposto a sequestro dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Nola e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria di Nola. Poco prima della mezzanotte sono stati raggiunti dai killer mentre si trovavano a bordo della Fiat Punto di proprietà di Tafuro, il corpo del giovane è stato trovato fuori dalla vettura (come se avesse tentato di fuggire alla furia assassina) e Liguori all’interno. Colpiti da una pistola calibro 9, i militari della Compagnia di Nola che indagano con i colleghi del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, hanno repertato 13 bossoli. Tafuro è stato colpito almeno 5 volte, alla testa e al busto, mentre Liguori è stato colpito da 8 proiettili 4 alla testa e 4 al busto. Una violenza inaudita quella degli assassini, si ipotizza non si trattasse di una sola persona. Gli inquirenti però hanno escluso la pista della criminalità organizzata. Nel passato dei due ragazzi nulla di “compromettente”, al contrario. Si ipotizza che il movente vada da ricercarsi nella sfera personale e lavorativa, e l’ipotesi più accreditata è che qualcuno dovesse loro molti soldi, e forse con la scusa di un chiarimento ha trascinato i due ragazzi in una trappola mortale. “Due ragazzi pieni di vita, sempre sorridenti e con tanti amici che gli volevano bene”. Un gesto inspiegabile per chi li conosceva. Scossa la comunità di Somma. In molti frequentavano il loro centro scommesse e li avevano conosciuti.

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