Trentacinque anni di attesa per completare una scuola che, da plesso all’avanguardia, è invece poi rimasto nel tempo uno scheletro di cemento abbandonato all’incuria. Il Comune di Somma Vesuviana ha, infatti, espletato la gara per il “completamento della scuola media di via Trentola”. Una notizia data dal sindaco Ferdinando Allocca nel corso dell’ultimo consiglio comunale e ribadita con soddisfazione anche dal consigliere comunale di Fli, Pasquale Auriemma: “Una notizia che ci rende soddisfatti del lavoro svolto dall’amministrazione comunale, che conferma l’interesse dell’esecutivo per un problema che si trascinava ormai da decenni. Finalmente, dopo quasi 40anni, la scuola sarà portata a termine offrendo un servizio importante per un’ampia platea scolastica, e non soltanto”. Già non soltanto, perché il plesso di via Trentola progettato inizialmente nel 1977 doveva servire non soltanto come scuola, ma anche come struttura da utilizzare nelle ore extrascolastiche. Basta dare un’occhiata alla relazione annessa al progetto (approvato dal consiglio comunale di Somma Vesuviana il 29 marzo dal 1977) ed esaminata poi a settembre di quello stesso anno dal provveditorato delle opere pubbliche della Campania per accorgersi del fatto che fosse una scuola innovativa, a cominciare dal fatto che era stata sviluppata su forma circolare per permettere lo svolgimento all’aperto non solo delle attività ginniche, ma anche di manifestazioni e feste.
“Prevede la costruzione di 18 aule e di tutti gli spazi relativi destinati allo svolgimento di attività non solo scolastiche”, si legge nella relazione, “amministrative e direzionali, assembleali, e laboratori di scienze, arte e musica, per l’educazione fisica, oltre all’alloggio del custode”. Nella relazione vi era indicato inoltre che sarebbero stati realizzati spogliatoi, docce, palestra, centro sportivo, biblioteca, aule speciali ed un nucleo di servizio sanitario. Ogni aula avrebbe avuto una superficie di 45 metri quadri e sarebbero state collegate fra loro da un corridoio circolare che affacciava su un ampio guardino visibile grazie ad ampie vetrate per illuminare tutto con la luce diretta del sole. Per anni è rimasta incompiuta, una “patata bollente” che si sono passate le diverse amministrazioni comunali, anche se tutte ci hanno provato alla fine nessuna è riuscita a sbloccare fondi e lavori. Un progetto che ora, invece, sembra finalmente ripartire. Con una base di gara di 1milione e 900mila euro, alla quale hanno partecipato 26 ditte, alla fine si è aggiudicato il completamento la “Europlant srl” di Napoli, nei prossimi giorni la ditta firmerà il contratto presso il municipio, negli uffici dei Lavori Pubblici (diretti dall’architetto Errico Eliani) e si potrà dare il via alle fasi preliminari dei lavori.
FOTO TOMMASO REA

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