Somma Vesuviana. “Siamo disposti a lottare per difendere un diritto elementare. Quello a possedere una casa”. Non usano mezzi termini i cittadini di via Milano che abitano gli stabili costruiti dalla So.fi.coop. s.p.a. e che rischiano seriamente di perdere il tetto sotto il quale vivono. E’ un gruppetto di una decina di persona che, in una conferenza stampa, ha parlato in rappresentanza di una sessantina di famiglie le quali vedono minacciate le loro abitazioni dalla requisizione del Comune. A raccontare questa guerra fatta di carte bollate, aule di tribunali ed indagini mai chiuse sono gli stessi cittadini.“Noi- hanno dichiarato in coro- siamo promissari acquirenti (ciò significa che hanno stipulato una sorta di pre-contratto di acquisto, ma senza ottenere la totale proprietà del bene n.d.r.) ed ora rischiamo di perdere tutto perché, quello che doveva essere un investimento di 120, 125 milioni massimo, oggi è letteralmente quadruplicato”. Il problema è nato alla fine degli anni ’80, quando gli attuali abitanti acquistarono le case dal costruttore e responsabile della società. Trenta milioni in acconto, il resto contraendo un mutuo agevolato. Ma quei soldi, alle banche non sono mai arrivati tant’è che, quando ormai era stato pagato l’80 per cento dell’importo, il legale delle famiglie, constatata l’irregolarità della procedura, consigliò di sospendere i pagamenti. Ora le banche vogliono parte del mutuo con i relativi interessi. La So. Fi. Coop è entrata in gioco nel 1979, anno in cui, le furono concessi i suoli in proprietà da parte del Comune al quale dovevano essere corrisposte le dovute somme di denaro. Soldi mai arrivati nelle casse dell’Ente che, anzi, è rimasto coinvolto nelle conseguenti azioni giudiziarie intentate dai proprietari dei terreni espropriati che reclamavano quanto dovuto (e la cifra è di 2,7 milioni di euro). A fronte delle immani inadempienze della società di costruzioni, il Comune ha sospeso, nel 1993, l’assegnazione dei suoli concessi alla società ed ha arrestato, l’anno dopo, la realizzazione di un fabbricato per mancanza di licenza edilizia. “Se dovessimo trovarci nella condizione di rivendicare il nostro diritto di possesso, e accadrà, lo eserciteremo sicuramente, ma lo faremmo non soltanto per il bene dell’intera collettività, bensì anche per quello delle 60 famiglie che ora abitano gli alloggi, questo sia ben chiaro – ha detto il sindaco Raffaele Allocca – risolveremo il problema insieme, non devono preoccuparsi».
Gaetano Di Matteo
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